Ripubblichiamo l’intervista integrale fatta da Francesco Guerrieri a Mattia Soragni, CEO di TargetHunter per la rubrica DIGITALYAMO – La rubrica che da voce ai Marketers


Come mai hai deciso di lavorare nel Digital Marketing?

Io ed il marketing ci siamo incrociati casualmente una quindicina di anni fa ormai, studiavo programmazione e per esigenze di studio ho dovuto esercitarmi, creando un primo sito web.

Installai quelli che all’epoca erano i primi sistemi di web analytics scoprendo che il sito era visitato da centinaia di persone in quanto aveva raggiunto i primi posti su Google. Da qui inizio’ la mia carriera.

Successivamente ho approfondito tematiche quali la lead generation che è stato ed è ancora tutt’oggi uno dei servizi che offro ai miei clienti oltre a sviluppo di strategie di digital marketing con obiettivo di lead generation e vendite nel caso di ecommerce.

Quali sono le sfide più grandi in tema di di Digital Marketing?

La vera sfida del (digital) marketing è quella di riuscire ad ottenere risultati utili all’azienda, in modo sostenibile tenendo conto sia degli aspetti del marketing, che dell’organizzazione dell’intera struttura, anche quella commerciale.

Non è SOLO il marketing che funziona o SOLO le vendite che funzionano, ma è l’unione di queste due “forze aziendali” che decretano il successo o il fallimento di qualsiasi impresa, oltre ovviamente anche all’area che produce/eroga il prodotto/servizio.

Non è SOLO il marketing che funziona o SOLO le vendite che funzionano, ma è l’unione di queste due “forze aziendali” che decretano il successo o il fallimento di qualsiasi azienda

MATTIA SORAGNI

Spesso ci troviamo davanti ad aziende che comunicano cose sbagliate al pubblico sbagliato e questo rende inefficace qualsiasi strategia di Digital Marketing.

Da un punto di vista più tecnico, gli strumenti di digital marketing sono sempre più sofisticati e complessi nella quantità di cose che possono fare, ed il saperli usare non è più ciò che fa la differenza: ovviamente è fondamentale conoscerli appieno per poterli sfruttare al massimo delle loro potenzialità, ma non sarà il “cosa” che farà la differenza, ma il “come” si useranno.

Raggiungere i risultati necessarie alle aziende per crescere rimane quindi il punto focale: il mercato è sempre più complesso, interconnesso, e riuscire a creare una strategia che funzioni e saperla poi applicare concretamente, è la vera grande sfida che deve superare ogni giorno chi si occupa di marketing .

Riuscire a creare una strategia che funzioni e saperla poi applicare concretamente, è la vera grande sfida di chi si occupa di marketing

MATTIA SORAGNI

F: Come pensi si evolvera’ il Digital Marketimg?

Penso che i trend siano rivolti verso l’automazione ed alla personalizzazione.

Grazie all’enorme mole di dati, tutti gli strumenti esistenti si stanno sempre più orientando al rendere automatiche molte operazioni che fino ad oggi dovevamo fare “a mano”, permettendoci di accedere a servizi sempre più accurati e complessi, cosa che manualmente sarebbe molto complesso se non impossibile fare, sopratutto perché i dati non sono strutturati ed organizzati in modo che siano facilmente accessibili.

La parte positiva di tutto questo è che grazie ai dati ed ai tool che consentono l’accesso e l’uso di questi dati grazie all’intelligenza artificiale si riesce a raggiungere una maggiore efficienza.

Tuttavia vi è anche un grosso lato negativo: gli strumenti tenderanno ad attivare funzioni sempre più automatiche, limitando l’accessibilità ed il controllo agli operatori.

Le aziende tenderanno a chiudere questi dati in scatole chiuse in cui sarà possibile accedere solo pagando, ma senza avere alcun controllo.

E’ per questo che l’uso degli strumenti in futuro sarà si importante ma non fondamentale come forse lo è stato fino ad oggi: il pensiero strategico, la capacità di analisi e di adattarsi alle evoluzioni è ciò che farà la vera differenza tra chi si occupa di consulenza di marketing strategico e riuscirà a sopravvivere e chi invece verrà reso una “commodity” dall’automazione.

Il pensiero strategico, la capacità di analisi e di adattarsi alle evoluzioni è ciò che farà la vera differenza tra chi riuscirà a sopravvivere e chi invece verrà reso una “commodity” dall’automazione

MATTIA SORAGNI

F: Qual e’ la giornata tipo di un Digital Marketer?

Dipende molto da come e’ strutturata l’azienda, dal numero di risorse, dal numero di clienti e dalla complessità dei progetti.

In genere, ad inizio settimana si sviluppa quindi tutta la parte di monitoraggio e reporting. Nella seconda parte della settimana si ha la parte più operativa.

La prima parte di una giornata viene dedicata alla reportistica ed analisi della situazione, all’osservazione dei risultati ottenuti nei giorni precedenti per verificare che non vi siano intoppi.

Viene definita inoltre, in base a quanto emerso dalle verifiche precedenti, la pianificazione dei task di breve termine.

La parte centrale della giornata viene dedicata all’esecuzione, e quindi all’operatività di quanto necessario e previsto per nostri clienti: creazione nuove campagne, la loro ottimizzazione, definizione delle nuove strategie, proposte commerciali, telefonate e meeting con i clienti e con i collaboratori, oltre che continui allineamenti con il team sulle attività in corso per rendere la “macchina” il più oliata possibile.

La parte finale della giornata è invece dedicata ad attività di routine, come la risposta ad email non urgenti, oltre che la pianificazione delle attività di medio termine che possono andare da qualche giorno fino a qualche settimana.

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